Quali città italiane offrono trasporti pubblici gratuiti?

C’è una domanda che torna spesso, quasi come un sogno collettivo quando si resta bloccati nel traffico: “Ma esiste davvero una città italiana dove i trasporti pubblici sono gratuiti?”. La risposta, se parliamo di grandi centri urbani e di gratuità per tutti, è meno romantica di quanto speriamo, ma molto più interessante, perché racconta come stanno cambiando le scelte di mobilità nel Paese.

La verità, senza giri di parole

Oggi in Italia non esiste alcuna grande città in cui tutti i trasporti pubblici urbani siano gratuiti per tutti in modo permanente.
Quello che esiste, e qui la storia si fa concreta, è un mosaico di soluzioni:

  • gratuità totale in alcuni comuni piccoli o medi (spesso su rete bus urbana),
  • sperimentazioni temporanee che durano settimane o mesi,
  • gratuità per categorie (soprattutto studenti) in città anche grandi, spesso con supporto regionale.

Capire in quale casella rientra una città è il vero trucco per non restare delusi e, magari, scoprire un’opportunità che non sapevi di avere.

Dove il trasporto urbano è (quasi) gratis per tutti

Qui parliamo dei casi più vicini all’idea classica di “salgo e non pago”, almeno per i residenti o su specifiche reti urbane.

Tra gli esempi più citati:

  • Chieri (Piemonte), che ha puntato sulla gratuità integrale per rendere l’autobus più attraente e ridurre l’uso dell’auto in città.
  • San Giovanni Valdarno (Toscana), con trasporto gratuito orientato ai residenti, anche per dare una spinta alla vita quotidiana e al commercio locale.
  • Tortona (Piemonte), che ha adottato una formula di TPL urbano gratuito con l’obiettivo di migliorare sostenibilità e abitudini di spostamento.

In queste realtà la gratuità non è una “promozione”, ma una scelta di politica urbana. Non significa che tutto sia identico ovunque, perché possono cambiare regole, perimetro delle linee e platea dei beneficiari, però l’impostazione è quella della gratuità estesa.

Le città che hanno provato la gratuità, ma solo per un periodo

Qui il clima è diverso: si testa, si misura, si guarda cosa succede al traffico e all’uso dei bus.

Esempi noti:

  • Potenza, che in una fase specifica (come passaggio di gestione del servizio) ha reso gratuiti i bus urbani per un periodo limitato.
  • Bra (Piemonte), con iniziative temporanee di TPL gratuito, pensate per incentivare l’uso dei mezzi in un momento delicato per i costi di spostamento.
  • Terni, dove si è sperimentata una forma “quasi gratuita” con biglietti fortemente agevolati in fasce e condizioni dedicate.

Queste sperimentazioni sono importanti perché spesso anticipano scelte future, oppure aiutano a capire quanto “regge” un sistema quando improvvisamente aumentano i passeggeri.

Gratis non per tutti, ma per molti: la leva studenti

Se ti muovi in una città universitaria, qui potresti trovare la sorpresa migliore. La gratuità per studenti è la formula che più spesso avvicina grandi numeri a un trasporto “senza costo”, anche se limitato a una categoria.

Alcuni casi significativi:

  • Padova, dove l’accesso gratuito al trasporto urbano coinvolge una platea molto ampia di studenti, grazie ad accordi tra istituzioni locali e operatori.
  • Trento, spesso citata come modello per abbonamenti agevolati o gratuiti rivolti agli universitari.
  • Piemonte, con una misura regionale prevista dal 2025/26 per rendere gratuiti i mezzi locali urbani agli universitari under 26 in più città (tra cui Torino e altri capoluoghi).
  • Emilia Romagna, con il programma regionale “Salta su!”, che offre abbonamenti gratuiti per studenti (dalle scuole fino alla formazione professionale), validi su bus e, in molti casi, anche su collegamenti ferroviari regionali legati al tragitto casa-scuola.

E poi ci sono tante iniziative locali, in varie regioni, che prevedono gratuità parziale, sconti forti, o accesso gratuito in determinate condizioni.

Come capire subito se nella tua città è davvero “gratis”

Ti lascio una mini bussola, semplice ma utile:

  1. Per chi vale: tutti, residenti, studenti, over 65, categorie specifiche.
  2. Su cosa vale: tutta la rete urbana o solo alcune linee.
  3. Quando vale: sempre o solo in fasce orarie, giorni, mesi di prova.
  4. Con che requisito: tessera, iscrizione, ISEE, residenza, età.

La sensazione finale è chiara: in Italia la gratuità totale e permanente è ancora rara nei grandi centri, ma cresce l’idea di “togliere il costo” almeno a chi si sposta ogni giorno per studiare o per vivere la città. E spesso, è proprio lì che inizia il cambiamento.

Redazione Libra News

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