Capita spesso di sentir parlare di diverticoli solo quando arriva quel dolore “strano” in pancia, magari in basso a sinistra, e all’improvviso il pensiero corre alla diverticolite. Eppure, nella maggior parte dei casi, tutto inizia molto prima e in modo silenzioso, con piccole sacche nella parete intestinale che non danno alcun segnale.
Cosa sono davvero i diverticoli (e perché compaiono)
I diverticoli sono piccole estroflessioni della parete intestinale, come minuscole tasche che si formano soprattutto nel tratto sinistro del colon, nei punti più “fragili”. L’idea è semplice: se dentro l’intestino aumenta la pressione e le feci sono dure, la parete tende a cedere dove è più debole.
I fattori che più spesso entrano in gioco sono:
- Età (dopo i 50 anni diventano molto comuni)
- Stipsi e alterata motilità intestinale
- Dieta povera di fibre
- Scarsa idratazione
- Sedentarietà e sovrappeso (non sempre, ma spesso si associano)
Diverticolosi: quando ci sono, ma non fanno male
La diverticolosi è la semplice presenza dei diverticoli, senza infiammazione. È così frequente che molte persone la scoprono per caso, durante una colonscopia o un esame radiologico fatto per altri motivi.
Sintomi: spesso zero, a volte “fastidi”
Molti sono asintomatici. Altri descrivono un quadro più sfumato, che può confondersi con colon irritabile:
- Gonfiore
- Irregolarità dell’alvo
- Fastidio addominale intermittente
Cosa fare nella diverticolosi (senza infiammazione)
Qui l’obiettivo è pratico, rendere le feci più morbide, ridurre la pressione nel colon e abbassare il rischio di episodi infiammatori.
Le basi, che funzionano davvero se mantenute nel tempo:
- Aumentare le fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali), con gradualità
- Bere più acqua, perché senza liquidi le fibre “non lavorano”
- Muoversi regolarmente, anche una camminata quotidiana fa la differenza
- Gestire la stipsi con buon senso, eventuali lassativi di massa solo se indicati dal medico
In alcuni casi, quando la malattia diverticolare è sintomatica, il medico può valutare cicli di probiotici o antibiotici. Non è una regola per tutti, la scelta è sempre personalizzata.
Diverticolite: quando una sacca si infiamma (e si sente)
La diverticolite è l’infiammazione, talvolta anche l’infezione, di uno o più diverticoli. È la complicanza che preoccupa di più, ma riguarda solo una parte di chi ha diverticolosi.
Segnali tipici da riconoscere
Il quadro classico è abbastanza riconoscibile, anche se non va mai “autodiagnosticato”:
- Dolore addominale, spesso in basso a sinistra
- Febbre e senso di malessere
- Nausea o vomito
- Stipsi o diarrea improvvise
Se compaiono dolore intenso, febbre alta, peggioramento rapido, sangue nelle feci o addome “duro”, serve valutazione urgente per escludere complicanze.
Come si fa diagnosi
Di solito si parte da visita ed esami del sangue (indici di infiammazione). L’esame più utile per confermare e vedere la gravità è spesso la TAC addome con mezzo di contrasto, perché permette di individuare anche eventuali ascessi o perforazioni.
Come si tratta: forme non complicate e complicate
Diverticolite non complicata (forme lievi)
Spesso si gestisce anche a domicilio, con controllo medico. In genere si lavora su:
- Riposo intestinale, dieta liquida o semiliquida per pochi giorni, poi rientro graduale a un’alimentazione completa
- Antibiotici quando prescritti, seguendo schema e durata indicati
- Antidolorifici e antispastici, evitando il fai da te (soprattutto con alcuni antinfiammatori)
Diverticolite complicata (quando serve ospedale)
Se ci sono ascesso, perforazione, peritonite, fistole, stenosi o ostruzione, di solito è necessario il ricovero con:
- Antibiotici endovena
- Supporto nutrizionale nei casi più severi
- Possibile drenaggio di ascessi
- Chirurgia in situazioni specifiche, come perforazione libera o recidive importanti selezionate dal chirurgo
Prevenzione: la strategia che paga nel lungo periodo
La prevenzione non è una formula magica, è una routine sostenibile:
- Dieta abituale ricca di fibre e ben distribuita nella settimana
- Idratazione costante
- Attività fisica regolare
- Peso nella norma e stop al fumo
- Uso prudente di farmaci potenzialmente irritanti, se necessario discuterne con il medico
Il punto chiave è questo: i diverticoli si possono “avere” senza problemi per tutta la vita, ma riconoscere i segnali della diverticolite e costruire abitudini solide riduce davvero il rischio di ricadute e complicazioni.

