Ti è mai capitato di guardare le tue piante e pensare, qui c’è qualcosa che non torna, anche se annaffi e concimi con cura? A volte il “colpevole” è silenzioso e invisibile: il pH del terreno. La cosa bella è che puoi farti un’idea molto concreta anche con un test fai da te, usando ingredienti che spesso hai già in cucina.
Perché capire se il terreno è acido o alcalino cambia tutto
Quando parliamo di terreno acido o alcalino, in realtà stiamo parlando di quanto il suolo facilita, o blocca, l’assorbimento dei nutrienti. Il valore di riferimento è il pH:
- Acido: sotto 6,5
- Neutro (ideale per molte piante): tra 6,5 e 7,5
- Alcalino: sopra 7,5
In quel “corridoio” vicino al neutro molte specie stanno bene perché ferro, fosforo, azoto e microelementi restano più disponibili. Se invece il pH si sposta, alcune carenze compaiono anche con un terreno ricco, semplicemente perché la pianta non riesce a “prenderle”.
Il test fai da te con bicarbonato e aceto (semplice, ma furbo)
Questo metodo non sostituisce una misurazione di laboratorio, però è sorprendentemente utile per orientarsi. L’idea è osservare se si formano bollicine (effervescenza), segnale di una reazione che suggerisce acidità o alcalinità.
Prima regola: campione e acqua distillata
Sembra un dettaglio, invece è decisivo. L’acqua distillata è importante perché ha un pH vicino al neutro e non “trucca” il risultato.
Come prelevare il campione:
- Prendi un po’ di terra a 10, 15 cm di profondità, evitando solo la superficie.
- Se vuoi essere più preciso, mescola piccoli prelievi da 3, 4 punti della stessa area.
Test 1, verifica dell’acidità (con bicarbonato)
- Metti metà bicchiere di terreno.
- Aggiungi un po’ di acqua distillata, quanto basta per fare una fanghiglia.
- Mescola bene con un cucchiaio.
- Versa 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio.
- Osserva per 30, 60 secondi.
Se compaiono bollicine, è un segnale che il terreno è acido.
Test 2, verifica dell’alcalinità (con aceto)
- In un altro bicchiere ripeti: terreno, acqua distillata, mescola.
- Aggiungi 1 cucchiaio di aceto.
- Osserva.
Se compaiono bollicine, il terreno tende all’alcalino, spesso in un intervallo indicativo tra 7 e 8.
E se non frizza niente?
Se non vedi reazioni evidenti in nessuno dei due bicchieri, di solito sei vicino al neutro, oppure hai un terreno che non reagisce in modo marcato con questo test. In quel caso conviene passare a un metodo più preciso.
Il metodo più affidabile: kit con reagenti (e lettura a colori)
Se vuoi un numero o comunque una scala più chiara, un kit con reagenti chimici è il passo successivo. Funziona così: misceli terreno e reagente, poi confronti il colore con una tabella.
In genere:
- Giallo o arancione: terreno acido
- Verde: terreno neutro
- Blu o azzurro: terreno alcalino
Un consiglio che vale oro è ripetere l’analisi su più punti del giardino, perché il pH può cambiare tantissimo tra una zona e l’altra, per drenaggio, irrigazione, ombra, vecchi riporti di terra.
Cosa significa per le piante (e come scegliere senza impazzire)
Il modo più pratico per usare questa informazione è incrociarla con le preferenze delle tue piante. Ecco una mini mappa, molto concreta:
| Preferiscono terreno acido | Preferiscono terreno alcalino |
|---|---|
| azalee | lavanda |
| rododendri | salvia |
| mirtilli | rosmarino |
| (molte acidofile ornamentali) | tulipani |
Se hai piante clorotiche (foglie che ingialliscono con nervature più verdi), spesso è un indizio di nutrienti “bloccati”, non per forza assenti. E quando finalmente colleghi quel sintomo al pH, tutto diventa più leggibile, come accendere una luce in una stanza buia.
Il punto chiave: non cercare la perfezione, cerca coerenza
Il test fai da te serve per capire da che parte stai andando, acido o alcalino, e fare scelte più intelligenti: piantare le specie giuste nel posto giusto, oppure intervenire con calma e metodo. A volte basta questa consapevolezza per vedere il giardino cambiare passo, senza magie, solo con un po’ più di precisione.




