Potatura ulivo, evita questo errore o rovini tutta la produzione

C’è un momento in cui l’ulivo sembra dirti “lasciami in pace”, e se non lo ascolti rischi davvero di pagare caro. L’errore che rovina la produzione non è un dettaglio da esperti, è una scelta di calendario, spesso fatta in buona fede, magari nel weekend “libero” dopo la raccolta. Proprio lì, però, può iniziare il problema.

L’errore che manda all’aria le olive

Il punto cruciale è questo: non potare l’ulivo durante la fase produttiva, cioè tra ottobre e dicembre, quando la pianta è ancora concentrata su frutti, riserve e cicatrizzazione lenta. Tagliare in quel periodo significa:

  • disturbare la raccolta (rami carichi, olive che cadono, gestione più difficile)
  • aprire ferite quando l’umidità aumenta, favorendo funghi e marciumi
  • sottrarre energia in un momento in cui l’ulivo sta “chiudendo la stagione”

Altro divieto assoluto: la gelata. Potare con temperature rigide o subito prima di un colpo di freddo può portare a disseccamenti, fessurazioni e danni ai tessuti. In pratica, fai un taglio e il gelo lo trasforma in una porta spalancata per stress e infezioni.

Quando potare davvero, senza ridurre la resa

Qui entra in gioco la regola più semplice, e più ignorata: potare prima della fioritura, quando la pianta può reagire bene e organizzare la nuova vegetazione.

Potatura invernale (quella “strutturale”)

  • Nord Italia: in genere tra marzo e aprile
  • Zone più miti: tra gennaio e febbraio, oppure febbraio e marzo
  • Obiettivo: arrivare alla ripresa vegetativa con una chioma pulita, luminosa e pronta

Il tempismo serve a proteggere la produzione: se anticipi troppo in un’area fredda rischi gelo, se ritardi troppo puoi influire sulla fioritura e ridurre la quantità di frutti.

Potatura verde estiva (quella “furba”)

Da fine maggio/giugno fino a settembre puoi fare un lavoro leggero ma potentissimo: togliere polloni e succhioni giovani, meglio se entro 1-2 cm di diametro. È un gesto piccolo che evita tagli grossi l’anno dopo e aiuta la pianta a respirare.

I vantaggi, quando lo fai bene, si notano subito:

  • più aerazione interna
  • chioma che si asciuga prima dopo la pioggia
  • crescita più equilibrata, meno “selvatica”

Gli altri errori che sembrano minori, ma non lo sono

A volte non è solo il periodo a tradirti. Ci sono abitudini che, sommate, trasformano una buona potatura in un boomerang.

  • Lame sporche o non affilate: tagli sfilacciati e ferite “sporche” aumentano il rischio di infezioni. Una forbice pulita fa metà del lavoro.
  • Potature eccessive su piante giovani: nei primi anni l’ulivo deve crescere, non difendersi. Troppi tagli rallentano lo sviluppo e ritardano l’entrata in produzione.
  • Ignorare la forma naturale: l’ulivo tende al cespuglio. Se vuoi un albero ordinato e produttivo, devi guidarlo con una potatura di formazione, spesso con l’impostazione a vaso policonico, che è un piccolo capolavoro di equilibrio tra luce, raccolta e salute.

Formazione: i primi 3-4 anni decidono il futuro

Qui serve pazienza. L’obiettivo non è “fare pulito”, ma costruire.

  1. Dopo la piantumazione, molti impostano il tronco capitozzando a 60-70 cm
  2. Poi si selezionano 3-4 branche principali, ben distribuite
  3. Ogni anno si eliminano i germogli che competono con il tronco, senza spogliare troppo (le foglie servono per la fotosintesi)

La parola chiave è gradualità. Un ulivo giovane deve accumulare forza, non subire shock.

Manutenzione: luce dentro, equilibrio fuori

Quando l’ulivo è adulto, la potatura diventa un lavoro di fino. L’idea è favorire luce e aria dentro la chioma, senza svuotarla.

Cosa funziona quasi sempre:

  • diradare i rami interni che si incrociano
  • contenere l’altezza se l’ulivo è in giardino (gestione e sicurezza)
  • stimolare rami di media lunghezza, circa 20-60 cm, spesso i più utili per produzione

Se invece l’ulivo è ornamentale, puoi privilegiare l’estetica, ma resta valido lo stesso principio: chioma ariosa, tagli puliti, niente stress inutili.

Una potatura “pulita” è anche una potatura più sana

C’è un aspetto che mi piace sempre ricordare: potare in modo rispettoso significa fare una scelta quasi “biologica”, nel senso più concreto. Meno ferite inutili, meno stress, meno problemi, e spesso meno bisogno di interventi correttivi. In fondo è la logica della potatura fatta con testa, non con fretta.

Se ti porti a casa una sola regola, che valga per tutte le situazioni, è questa: non potare mentre l’ulivo produce o quando gela. Sembra banale, ma è esattamente la differenza tra un ulivo che rende, e uno che passa la stagione a riprendersi.

Redazione Libra News

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