C’è un momento, appena porti a casa quel vasetto di basilico dal supermercato, in cui tutto sembra semplice: lo appoggi sul davanzale, lo annaffi e via, pesto per settimane. Poi, dopo pochi giorni, le foglie si afflosciano, i gambi si allungano, e tu ti chiedi dove hai sbagliato. Il punto è che il basilico in vaso non è difficile, ma ha un paio di regole “silenziose” che fanno tutta la differenza.
Quando seminare o trapiantare (senza farsi fregare dal freddo)
Il basilico ama il caldo vero, quello stabile. Se vuoi seminare, il periodo ideale è tra febbraio e marzo, ma solo se puoi garantire temperature sopra i 15°C anche di notte. In casa, vicino a una finestra luminosa, funziona spesso meglio che all’aperto.
Se invece parti da piantine acquistate, il momento giusto per trapiantare è da metà aprile in poi, oppure in generale in primavera (marzo, aprile, maggio), quando l’aria non fa più scherzi. Il basilico soffre il freddo e dà il meglio tra 20 e 25°C, una fascia che, appena arriva, si sente subito anche nelle foglie, più profumate e compatte.
Il trucco dei giardinieri esperti: il trapianto immediato
Ecco il segreto che cambia tutto, quello che pochi fanno: non lasciare il basilico nel vasetto di plastica in cui lo compri.
In quei contenitori spesso ci sono 5, 8 o più piantine stipate insieme. Non è abbondanza, è competizione. Radici intrecciate, poca aria, acqua che non drena bene, e in pochi giorni iniziano i problemi.
Cosa fare, in pratica:
- Prepara un vaso di terracotta con foro di drenaggio, diametro almeno 15-18 cm.
- Estrai delicatamente il “panetto” di terra.
- Separa le piantine con pazienza, cercando di non massacrare le radici (qualche rottura può capitare, ma non deve diventare un disastro).
- Riposizionale a circa 5 cm di distanza l’una dall’altra.
Questo piccolo gesto, fatto subito, spesso trasforma un basilico “da una settimana” in un basilico che ti accompagna per mesi.
Terriccio e drenaggio: la base invisibile
Il basilico vuole una terra che trattenga umidità, ma senza diventare una spugna fradicia. Scegli un terriccio leggero e ben drenato, meglio se arricchito con compost o fibra di cocco.
Sul fondo del vaso metti uno strato di argilla espansa (circa 4 cm) o cocci di terracotta. È una di quelle cose noiose da fare, finché non ti salva la pianta durante un’annaffiatura di troppo.
Luce, sole e temperature: l’equilibrio che non ti aspetti
Il basilico ha bisogno di molta luce solare. In primavera può stare anche in pieno sole, ma con un trucco: va abituato gradualmente. Se lo trapianti oggi e domani lo metti al sole cocente di mezzogiorno, rischi di ritrovare foglie bruciate in poche ore.
Un approccio semplice:
- primi 2-3 giorni: luce intensa ma non diretta nelle ore più calde
- poi: aumenta l’esposizione, fino a trovare il suo posto ideale
In inverno, se vuoi tenerlo vivo, spostalo in casa, in un punto luminoso, con temperature intorno ai 20-25°C. Non è sempre facile, ma può funzionare se eviti spifferi e termosifoni troppo vicini.
Irrigazione regolare: il vero punto critico
Qui si gioca la partita. Il terreno deve restare moderatamente umido, mai secco come polvere e mai zuppo.
Regole pratiche che funzionano:
- annaffia spesso, ma con poca acqua
- evita il ristagno idrico (se nel sottovaso resta acqua, buttala)
- meglio mattino presto o tramonto, quando l’acqua non evapora in un attimo
Un’immagine utile: pensa al terriccio come a una torta soffice, umida al tatto ma non bagnata.
Concimazione: meno di quanto credi
Sorprende, ma il basilico non necessita di concimazioni regolari durante il ciclo vegetativo, soprattutto se il terriccio è buono. Se lo tieni in casa in inverno, un concime leggero per orto può aiutare, ma senza esagerare: troppo nutrimento spesso significa foglie grandi e meno aromatiche, e una pianta più “molle”.
Quando rinvasare di nuovo (e come capirlo al volo)
Se cresce bene, dopo 4-6 settimane potrebbe già chiedere spazio. I segnali sono chiari:
- radici che spuntano dai fori
- foglie più piccole del solito
- crescita che rallenta senza motivo
In quel caso, passa a un vaso più grande, meglio in tarda primavera, quando la pianta ha energia per riprendersi in fretta.
Il dettaglio che fa durare il profumo
Infine, una cosa che impari solo col tempo: il basilico ama essere raccolto, ma con criterio. Pizzica le cime sopra un nodo, così stimoli nuova crescita e rimane folto. È un po’ come insegnargli a diventare un piccolo cespuglio profumato, e non una pianta alta e stanca. In fondo, è anche questo il bello dell’basilico: ti restituisce cura sotto forma di aroma.




