Non potare l’ulivo in questo periodo dell’anno o rischi di rovinare la produzione

Ti è mai capitato di vedere un ulivo “riprendersi” subito dopo un taglio e pensare, ecco, ho fatto bene, sta già ributtando? È una sensazione gratificante, lo capisco. Solo che, con l’ulivo, quella ripresa può trasformarsi in un boomerang, soprattutto se la potatura cade nel periodo sbagliato.

Il periodo da evitare (e perché è più pericoloso di quanto sembri)

Il punto chiave è questo: non potare tra ottobre e dicembre, cioè durante o subito dopo la raccolta, e non potare nemmeno a gennaio. Sembra una sfumatura, in realtà cambia tutto perché l’albero, in quei mesi, sta gestendo un equilibrio delicatissimo tra chiusura della stagione produttiva, accumulo di energie e difesa dal freddo.

Se ti stai chiedendo “ma allora quando si fa?”, tra poco ci arriviamo. Prima vale la pena capire cosa rischi davvero.

Rischio 1: gelate, ferite aperte e danni da freddo

La potatura non è solo un taglio, è un segnale chimico e fisiologico. L’ulivo interpreta i tagli come un invito a reagire, spesso emettendo nuovi germogli. Il problema è che in inverno quei tessuti giovani sono i primi a soffrire.

In più, le ferite restano porte aperte, specialmente quando il clima è umido e alterna piogge e freddo. In quel contesto aumentano le probabilità di infezioni fungine e batteriche, e non serve un evento estremo, basta una settimana storta per compromettere legno e rametti.

In pratica, potare troppo presto significa mettere l’albero in modalità “attacco e difesa” proprio quando dovrebbe restare prudente.

Rischio 2: tagliare mentre l’albero sta “pagando il conto” della raccolta

Tra ottobre e dicembre l’ulivo spesso sta ancora chiudendo la stagione. Anche se hai già finito di raccogliere, la pianta ha impiegato risorse per portare avanti frutti, olio, maturazione. In questa fase le riserve contano più di quanto si immagini.

Potare adesso può significare ridurre le riserve energetiche accumulate, quelle che servono per:

  • superare l’inverno senza stress,
  • preparare la ripartenza primaverile,
  • sostenere la differenziazione delle gemme che porteranno fiori e quindi produzione.

È un po’ come chiedere a qualcuno di mettersi a correre subito dopo una maratona, senza recupero.

Rischio 3: gennaio e i risvegli vegetativi prematuri

Gennaio è subdolo. A volte sembra “ancora pieno inverno”, altre volte regala giornate miti che ingannano. Se intervieni con tagli importanti, puoi innescare un risveglio vegetativo anticipato.

E qui scattano due scenari tipici:

  1. torna il gelo, e i tessuti nuovi vanno in sofferenza,
  2. arriva un periodo insolitamente mite, l’albero consuma energie fuori stagione e si indebolisce, con ripercussioni sulla primavera.

In entrambi i casi, la pianta spreca risorse nel momento meno utile.

Un errore opposto: potare quando sta per fiorire

C’è un altro eccesso, meno intuitivo ma altrettanto pesante: la potatura in primavera inoltrata o addirittura tra maggio e giugno. In quel momento l’ulivo è vicino alla fioritura o la sta preparando, e un intervento forte può creare squilibri tra vegetazione e fruttificazione.

Risultato tipico: tanta “spinta” verde, meno ordine nella chioma e riduzione della capacità produttiva.

Quando potare davvero per proteggere la produzione

Il periodo più sensato, nella maggior parte dei casi, è durante il riposo vegetativo quando il rischio di gelate pesanti è calato, ma prima della ripartenza vigorosa.

In pratica:

  • zone miti: fine febbraio e inizio marzo
  • zone più fredde: fine marzo e inizio aprile

È la finestra in cui i tagli cicatrizzano meglio, la pianta risponde in modo equilibrato e la gestione della chioma sostiene la futura fruttificazione. Se vuoi approfondire il concetto in generale, la parola chiave è potatura, perché dietro ci sono logiche precise, non solo “rami in meno”.

Mini checklist per non sbagliare (anche se il meteo è strano)

Prima di iniziare, prova a farti queste domande semplici:

  • Sono passati i periodi più rischiosi di gelate nella mia zona?
  • L’albero ha già “chiuso” la fase post raccolta e recuperato?
  • Sto potando per dare luce e aria, oppure sto togliendo troppo e stimolando reazioni eccessive?
  • Sto evitando interventi pesanti a ridosso della fioritura?

Se le risposte ti portano verso fine inverno e inizio primavera, sei sulla strada giusta. E soprattutto, stai facendo una cosa che si vede dopo mesi: proteggere la produzione futura, non solo “sistemare” l’albero oggi.

Redazione Libra News

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