C’è un momento, quando provi a coltivare il timo, in cui capisci che il segreto per averlo sempre profumato non sta nel “fare di più”, ma nel fare meglio, e spesso nel fare meno. Questa pianta ama la semplicità, il sole pieno e un terreno che non trattenga acqua, come se volesse respirare anche con le radici.
Il profumo nasce sotto terra
Il primo vero bivio è il terreno. Se il suolo resta umido a lungo, il timo perde slancio, e soprattutto perde quel profumo intenso che ti aspetti quando sfiori le foglioline.
- Punta a un terreno ben drenato, sciolto, leggero.
- Il pH ideale è tra 6,5 e 7,5, quindi leggermente neutro.
- Se coltivi in vaso, crea una base “antisommergibile”: metti circa 5 cm di argilla espansa, ghiaia o pomice sul fondo.
Un mix pratico, che funziona quasi sempre:
- 50% terriccio universale
- 30% sabbia, perlite o pomice
- 20% terra da giardino
Sembra controintuitivo, ma è decisivo: il timo preferisce terreni poveri o moderatamente fertili. Se lo coccoli con un suolo troppo ricco, lui risponde con più verde, ma meno aroma.
Sole, aria e quella “severità” che lo rende aromatico
Il timo è felice quando sente il sole addosso. Più luce riceve, più concentra oli essenziali, e quindi più profuma.
- Esposizione: pieno sole, circa 6-8 ore al giorno.
- Resistenza: tollera freddo anche fino a -10/-15°C, ma soffre l’umidità invernale. In zone piovose, meglio rialzare l’aiuola o scegliere un vaso molto drenante.
Se vuoi una regola semplice, pensa così: meno ombra e meno ristagni uguale più aroma.
Semina o talea? La strada più semplice in casa
Puoi partire dal seme, ma devi mettere in conto tempi lunghi e una germinazione capricciosa. Per un balcone o un piccolo orto, spesso conviene la propagazione vegetativa.
Semina (se vuoi provarci):
- Da marzo a maggio.
- Profondità circa 0,5 cm.
- Meglio in semenzaio, con umidità controllata.
- Poi dirada o trapianta lasciando 25-30 cm tra le piante.
Trapianto:
- In primavera o autunno.
- Distanze: 30-40 cm, oppure 8-10 piante/m².
Propagazione consigliata:
- Talee semi-legnose in estate, pratiche e affidabili.
- In alternativa, divisione dei cespi.
È il modo più rapido per ottenere un timo già “da cucina”, robusto e coerente nel profumo.
Acqua e concime: il minimo indispensabile
La tentazione è annaffiare spesso. Ma il timo è una pianta che ragiona da mediterranea: resiste alla siccità e teme l’eccesso d’acqua.
Quando annaffiare? Solo quando i primi 3-4 cm di terra sono asciutti.
| Situazione | Frequenza indicativa |
|---|---|
| Vaso in estate | 1-2 volte a settimana, solo a suolo asciutto |
| Piena terra | Raramente, se non piove per molti giorni |
| Inverno | Quasi mai, attenzione ai ristagni |
Concimazione: minima.
- Una volta l’anno, in primavera, con poco compost maturo o stallatico ben maturo.
- Evita eccessi di azoto, perché spinge la crescita tenera e diluisce l’aroma.
Potare per non perdere l’aroma
La potatura è quel gesto semplice che cambia tutto: mantiene la pianta compatta, evita che diventi legnosa e stimola nuovi germogli profumati.
- A fine inverno o dopo la fioritura, accorcia i rami verdi di circa un terzo.
- Elimina parti secche o danneggiate.
- Non tagliare troppo nel legno vecchio, rischi di rallentare la ripresa.
Un timo “pettinato” regolarmente resta giovane, e un timo giovane profuma di più.
Raccolta e conservazione, per un aroma che resta
Raccogli i rametti al mattino, da aprile a ottobre, meglio prima della fioritura se vuoi il massimo dell’aroma.
Per conservarlo:
- Essicca i rametti all’ombra, in luogo ventilato.
- Poi sgranali e tieni le foglie in un barattolo chiuso, lontano da luce e calore.
La formula del timo sempre profumato
Se vuoi ricordarti il “segreto” in poche parole, eccolo:
- suolo povero
- pieno sole
- poca acqua
- concime leggero
- potatura regolare
È una piccola disciplina, quasi spartana, ma è proprio lì che nasce quel profumo che ti fa venire voglia di usarlo ogni giorno.




