Prova anche tu la ricetta: le chiacchiere di Iginio Massari

C’è un momento, tra la fine dell’impasto e il primo tuffo nell’olio caldo, in cui capisci se saranno “solo” chiacchiere o quelle chiacchiere sottili, bollose e croccanti che spariscono dal vassoio come per magia. Questa versione ispirata a Iginio Massari ha proprio quell’aria da pasticceria, ma con un metodo alla portata di casa, se rispetti due parole chiave, farina forte e sfoglia sottilissima.

Perché questa ricetta funziona davvero

Le chiacchiere nascono per il Carnevale (ecco, già te le immagini spolverate di zucchero), ma la differenza tra “buone” e “indimenticabili” sta nella struttura dell’impasto.

Qui entrano in scena:

  • Farina Manitoba (o farina molto forte 300-320W), che regge la stesura senza strapparsi.
  • Burro e zucchero in una dose generosa, che danno fragranza e friabilità.
  • Liquore (Marsala, rum o grappa), che profuma e aiuta la texture in frittura.

E poi c’è la regola d’oro: riposo e stesura, senza scorciatoie.

Ingredienti

Per circa 6 persone (dipende da quanto “assaggi” mentre friggi):

  • 400 g farina Manitoba
  • 100 g farina 00 (oppure 500 g di farina forte 300-320W)
  • 175 g uova intere (circa 3 uova, pesate senza guscio)
  • 60 g zucchero semolato
  • 60 g burro morbido (non freddo di frigo)
  • 50 g Marsala (in alternativa rum, grappa o limoncello)
  • 4 g sale
  • Scorza grattugiata di 1 limone non trattato

Per friggere e finire:

  • Olio di semi di arachide q.b.
  • Zucchero a velo vanigliato q.b.

Metodo

1) Impasto: compatto, liscio, elastico

  1. Setaccia le farine in una ciotola capiente (o fai una fontana sul piano).
  2. Unisci zucchero, sale e scorza di limone.
  3. Aggiungi le uova leggermente sbattute, il burro morbido e il Marsala.
  4. Impasta 8-10 minuti, a mano o in planetaria a bassa velocità, finché ottieni un panetto sodo e liscio.

Piccolo controllo pratico: se ti sembra troppo duro e “nervoso”, ammorbidisci con pochissimo liquore (o un goccio d’acqua). Se invece è molle e appiccicoso, spolvera con un velo di farina, senza esagerare.

2) Riposo: qui si fa la differenza

Avvolgi l’impasto in pellicola e lascialo riposare 1 ora a temperatura ambiente. Serve a rilassare il glutine, così la sfoglia non si ritira e puoi tirarla davvero sottile.

3) Stesura: quasi trasparente

  1. Dividi l’impasto in 4-6 pezzi, tieni coperti quelli che non stai usando.
  2. Stendi con la macchina per la pasta, passando gradualmente dagli spessori più larghi ai più sottili, fino ad arrivare a circa 1 mm. Deve diventare quasi un velo.

Se preferisci il matterello, si può fare, ma preparati a lavorare con pazienza e a ruotare spesso la sfoglia.

4) Taglio: irregolare, ma preciso

Ritaglia strisce o losanghe con una rotella dentellata. L’irregolarità è parte del fascino, ma cerca dimensioni simili, così friggono in modo uniforme.

5) Frittura: pochi secondi e niente fretta

  1. Scalda abbondante olio di arachide a 170°C in una casseruola capiente.
  2. Friggi poche chiacchiere per volta. In pochi secondi si gonfiano e prendono colore.
  3. Scola su carta assorbente.

Consiglio pratico: se l’olio è troppo caldo, scuriscono subito e restano amare; se è troppo freddo, assorbono olio e perdono leggerezza.

6) Finale: zucchero, e croccantezza

Spolvera con zucchero a velo quando sono ancora tiepide. Poi lasciale raffreddare, sentirai quella croccantezza “a scaglie” che è il vero obiettivo.

Tre trucchi “da laboratorio” da ricordare

  • Sfoglia sottilissima: è la chiave delle bolle e della leggerezza.
  • Riposo completo: evita strappi e ritiri.
  • Temperatura controllata: 170°C costanti, friggi poco per volta.

E quando ne assaggi una appena fatta, capisci perché questa ricetta è diventata un piccolo rito: non è solo un dolce, è un rumore preciso, quello della prima, irresistibile, croccante morsicata.

Redazione Libra News

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