Ti è mai capitato di aprire un sacco di crocchette “super convenienti” e pensare, anche solo per un secondo, “Sarà davvero ok per tutti i giorni”? È un dubbio che arriva spesso in silenzio, magari quando il cane si gratta più del solito, o il gatto inizia a fare feci molli senza una vera spiegazione. Il punto è che le crocchette economiche non creano sempre problemi immediati, ma possono costruire guai a piccoli strati, un po’ alla volta.
Cosa può finire davvero nella ciotola
Nei prodotti molto economici, la ricetta tende a reggersi su ingredienti “funzionali” al costo, non alla biologia di cane e gatto. In pratica, è più facile trovare:
- sottoprodotti e farine di origine animale poco specificate (quando l’etichetta non chiarisce bene “cosa” e “quanto”)
- quote alte di cereali o amidi, utili per “tenere insieme” la crocchetta e abbassare il prezzo
- grassi e aromi per aumentare l’appetibilità, anche quando la materia prima di partenza è povera
Non significa che ogni sacco economico sia automaticamente “tossico”, ma significa che la qualità può essere più variabile, e la variabilità, in nutrizione, è una cattiva compagna di viaggio.
Contaminazioni: il rischio che non si vede (e non si annusa)
Qui entriamo nel lato più subdolo. Alcuni mangimi secchi possono contenere tracce di contaminanti che resistono, almeno in parte, ai processi industriali o che compaiono lungo la filiera (stoccaggio, trasporto, umidità). Un tema delicato è quello delle micotossine, sostanze prodotte da muffe che possono svilupparsi su materie prime conservate male.
Poi c’è un altro ospite indesiderato, minuscolo ma fastidioso: l’acaro della muffa, Tyrophagus putrescentiae, che può proliferare in ambienti caldi e umidi, soprattutto se il sacco resta aperto a lungo o se le crocchette vengono travasate in contenitori non perfettamente puliti e asciutti.
Effetti a lungo termine: perché i segnali arrivano “dopo”
Il problema delle diete sbilanciate o troppo povere di qualità è che il corpo, all’inizio, compensa. Poi, lentamente, compaiono segnali più chiari. Tra i rischi più citati, soprattutto in animali sensibili o predisposti, ci sono:
Allergie alimentari e infiammazioni intestinali
Prurito, otiti ricorrenti, feci irregolari, vomito intermittente. Non sempre è “colpa delle crocchette”, ma una dieta con ingredienti poco specifici o eccesso di glutine e amidi può peggiorare un intestino già fragile.Problemi dermatologici legati anche agli acari
Grattarsi, leccarsi le zampe, perdita di pelo a chiazze, pelle arrossata. In alcuni casi, l’ingestione o la contaminazione da acari può contribuire a reazioni fastidiose.Sovraccarico metabolico e organico
Diete molto ricche di carboidrati o grassi di qualità discutibile possono favorire aumento di peso e, nel tempo, stressare fegato e reni. Nei soggetti predisposti, può peggiorare anche la gestione del glucosio.Denti e gengive
L’idea che “la crocchetta pulisca i denti” spesso è un mito: molti animali la inghiottono quasi intera. Il risultato può essere più placca e tartaro, non meno.
Temperature alte e nutrienti “ricostruiti”
Le crocchette sono un prodotto ultra lavorato: alte temperature e pressioni aiutano a renderle stabili e croccanti, ma possono ridurre parte dei nutrienti naturali. Per questo, spesso, la formula viene “completata” con vitamine e minerali aggiunti dopo, insieme a esaltatori di appetibilità. È una soluzione tecnica comune, ma non sempre equivale a una dieta davvero adatta, soprattutto se la base è povera.
Il paradosso del prezzo: spendere di più non basta
Sì, il prezzo molto basso è spesso un campanello d’allarme. Però anche il prezzo alto, da solo, non è una garanzia. Distribuzione, marketing e margini incidono tanto. Quello che conta davvero è la trasparenza dell’etichetta e la coerenza nutrizionale.
Una check-list semplice per scegliere (e conservare) meglio
- Cerca ingredienti specifici (pollo, salmone, tacchino), non solo “carni e derivati”.
- Valuta la quota proteica e la fonte, non solo la percentuale totale.
- Preferisci ricette con pochi ingredienti, soprattutto se l’animale è sensibile.
- Fai transizioni lente e monitora pelo, feci, orecchie, energia.
- Conserva al fresco e all’asciutto, chiudi bene il sacco, pulisci i contenitori, evita di tenere scorte aperte per settimane.
Se sospetti che la dieta stia creando problemi, il passo più efficace è uno solo: parlarne con il veterinario, portando etichetta e sintomi. Perché il “lato oscuro” non è una storia di paura, è una storia di dettagli ignorati troppo a lungo.



