Non potare queste piante a febbraio o le danneggerai: ecco quali sono e quando intervenire

C’è un momento, tra fine inverno e l’aria che sa già di primavera, in cui la forbice da potatura sembra chiamarti per nome. Febbraio è proprio quel mese: giornate più lunghe, voglia di “mettere ordine”, e l’idea che una sforbiciata adesso faccia solo bene. E invece no, per alcune piante può essere l’errore che ti costa un’intera stagione di fiori, o peggio, una ripresa stentata.

Perché febbraio può essere un mese-trappola

In molte zone d’Italia febbraio alterna giornate miti a ritorni di freddo improvvisi. Il punto è che un taglio fresco non è solo una “ferita”, è anche un invito allo stress: la pianta reagisce, espone tessuti delicati, e se arriva una gelata può comparire la classica bruciatura da freddo. In più, alcune specie hanno già pronti i germogli fiorali: tagliandoli, tagli la fioritura.

Se vuoi una bussola semplice, pensa a due domande:

  1. Fiorisce in primavera?
  2. I fiori nascono su rami formati l’anno precedente?

Se sì, la potatura di febbraio spesso è da evitare.

Le piante che NON vanno potate a febbraio (o quasi)

Arbusti che fioriscono in primavera su legno vecchio

Qui è dove si fanno più danni, senza accorgersene. Queste piante preparano i boccioli mesi prima, spesso già dall’estate o dall’autunno.

Evita potature a febbraio su:

  • Forsizia
  • Lillà (Syringa)
  • Ortensia macrophylla (quella “a palla”)
  • Camelia
  • Glicine
  • Calicanto
  • Azalea e Rododendro
  • Viburno
  • Magnolia a fioritura precoce

Cosa succede se le poti ora? Semplice: elimini i rami con i boccioli e ti ritrovi con tanto verde e poca scena. Il momento giusto è subito dopo la fioritura (di solito marzo-aprile, ma dipende dalla zona).

Sempreverdi e specie sensibili al gelo

Con i sempreverdi il rischio non è solo estetico. Un taglio importante espone porzioni interne abituate a stare protette. Se poi arrivano vento freddo e gelo, le foglie possono scottarsi.

Rimanda (o fai solo micro-interventi) su:

  • Alloro, soprattutto in zone fredde o ventose
  • Lauroceraso, se sono previste gelate
  • Photinia, in particolare se pensavi a tagli drastici

Qui la parola chiave è prudenza: se devi proprio intervenire, limita i tagli e aspetta una finestra di clima stabile.

Piante con forte “sanguinamento” di linfa

Alcune piante, quando vengono potate nel periodo sbagliato, “piangono” letteralmente linfa. Non è sempre letale, ma può indebolire e creare stress.

Attenzione a:

  • Vite
  • Kiwi
  • Acero (e in generale molti aceri)

Per queste, o si interviene in inverno profondo quando la pianta è in pieno riposo, oppure più tardi con tecniche e tempistiche mirate.

Cosa puoi potare a febbraio (senza fare danni)

Febbraio non è un mese “vietato”, è un mese in cui si lavora con calma, guardando le previsioni.

In genere puoi intervenire su:

  • Rose caducifoglie, con tagli puliti e selettivi
  • Siepi non fiorite come ligustro, biancospino, carpino (meglio verso fine mese)
  • Nel frutteto, con giudizio: melo, pero, cotogno sono spesso gestibili; le drupacee (pesco, albicocco, ciliegio, susino, mandorlo) meglio rimandarle a marzo se il freddo è ancora in agguato
  • Fico, iniziando con moderazione

Evita invece agrumi e olivo finché non sei fuori dal rischio gelate, di solito a inizio primavera.

La strategia “sicura” che funziona quasi sempre

Quando sei in dubbio, non fare la potatura “risolutiva”. Fai quella intelligente:

  • elimina secco, malato, rami spezzati
  • togli polloni basali
  • sfoltisci per far entrare luce e aria
  • preferisci tagli piccoli e diluiti, non drastiche capitozzature

E soprattutto, lascia che sia il clima locale a decidere. Se febbraio è incerto, aspettare la ripresa vegetativa spesso è la scelta più furba: la pianta ti ringrazia, e tu ti godi fioriture e chiome più sane per mesi.

Redazione Libra News

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