Non potare l’ulivo in questo modo: ecco l’errore che blocca la produzione di olive

C’è un momento, davanti a un olivo, in cui ti viene voglia di “sistemarlo” con decisione: un taglio qui, uno lì, e via, chioma ordinata e via di olive. E invece proprio lì si nasconde l’errore che, anno dopo anno, può bloccare la produzione. Non è magia nera, è una combinazione di tempistiche, intensità e rispetto della pianta.

L’errore che spegne le olive (e perché succede)

L’olivo fruttifica soprattutto su rami dell’anno precedente, ben illuminati ma non “spelati”. Quando la potatura viene fatta male, la pianta reagisce in modo prevedibile: spinge sulla vegetazione (tanti succhioni e ricacci), ma riduce la differenziazione a fiore. Risultato pratico: tanta verdezza e poche olive.

Il punto è che l’olivo non ama i colpi di scena. Ama interventi piccoli, coerenti, ripetuti.

1) Timing sbagliato: quando il taglio diventa una condanna

Uno degli sbagli più costosi è potare nel periodo sbagliato, magari perché “si ha tempo” o perché si vede la chioma troppo fitta.

  • Ottobre: tagliare in autunno può esporre i nuovi tessuti al freddo successivo. Le ferite restano più vulnerabili e la pianta entra in inverno indebolita.
  • Tarda primavera: qui il rischio è diverso, la pianta è già partita, l’equilibrio tra crescita e fruttificazione può saltare, e spesso si stimola una risposta vegetativa eccessiva.
  • Estate: è la fase in cui l’olivo lavora a pieno regime. Intervenire allora significa imporre stress, con un calo di produzione e una maggiore sensibilità a problemi fitosanitari.

Il periodo più prudente e produttivo, in generale, è il riposo vegetativo, quindi tra febbraio e marzo, quando è passato il freddo più intenso. È come intervenire quando la pianta “respira” e può cicatrizzare meglio.

2) Tagli aggressivi: la potatura che sembra “bella”, ma costa cara

Capita spesso: si alza la scala, si guarda dall’alto e si decide di “dare una ripulita”. Il problema è che una potatura troppo intensa è come togliere alla pianta la sua centrale energetica.

Perché è un guaio?

  1. Ogni taglio è una ferita, e può diventare una porta d’ingresso per patogeni.
  2. Se rimuovi troppo, l’olivo risponde con ricacci vigorosi (i classici succhioni), che rubano energia alla fruttificazione.
  3. Tagliare la cima o “capitozzare” porta spesso a una ricrescita verso l’alto, disordinata, con struttura peggiore e gestione più difficile negli anni successivi.

In potatura, la domanda non è “quanto posso tagliare?”, ma “qual è il minimo efficace per migliorare luce e aria?”.

3) Svuotare la chioma: l’illusione della luce a tutti i costi

Sì, la luce è fondamentale. Ma svuotare troppo la chioma è un errore sottile. Quando togli eccessivo fogliame:

  • riduci la fotosintesi, quindi l’energia disponibile per fiori e frutti,
  • perdi l’ombreggiamento naturale che protegge i rami e i frutti,
  • penalizzi proprio i rami inferiori, spesso tra i più produttivi se ben gestiti.

Pensa alla chioma come a un ombrello: deve filtrare, non sparire.

4) Ignorare la forma naturale: il modo più rapido per creare caos

Ogni olivo ha la sua “personalità”: età, varietà, esposizione, vigoria. Forzarlo in una forma che non gli appartiene è un invito alla crescita disordinata. Qui entra in gioco un principio semplice della potatura: assecondare l’architettura della pianta, non combatterla.

In pratica, significa:

  • rispettare l’impalcatura principale,
  • eliminare i rami che si incrociano o si ombreggiano troppo,
  • favorire una chioma ariosa ma continua.

Quando la potatura diventa un problema di salute

Una potatura scorretta non colpisce solo le olive, può colpire il legno. Tagli mal eseguiti, scortecciamenti e ferite che trattengono umidità possono favorire carie del legno e deperimento del tronco. E una pianta indebolita è più esposta a fastidi fitopatologici ricorrenti.

Segnali che stai esagerando

  • tanti succhioni verticali dopo la potatura,
  • chioma “spoglia” e legno esposto,
  • produzione altalenante, un anno sì e uno no più del normale,
  • ferite grandi che cicatrizzano lentamente.

La regola d’oro per non bloccare la produzione

Se vuoi un olivo generoso, punta su tre parole: tempo giusto, tagli moderati, rispetto della forma. Intervieni tra fine inverno e inizio primavera, evita potature drastiche, non svuotare la chioma, e ragiona sempre in prospettiva: l’obiettivo non è avere un olivo “pulito” oggi, ma un olivo produttivo per molti anni.

Redazione Libra News

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