Hai questa pianta in casa? Ecco come purifica l’aria dai veleni meglio di ogni apparecchio

C’è un momento, di solito la sera, in cui l’aria di casa sembra “pesante”, anche se le finestre sono state chiuse solo per poco. A me succedeva spesso, finché non ho iniziato a guardare le piante non solo come arredo, ma come piccoli alleati silenziosi, che lavorano mentre noi facciamo tutt’altro.

La pianta che fa davvero la differenza

Tra le piante da interno, lo Spathiphyllum, conosciuto anche come giglio della pace, è quello che sorprende di più per capacità di purificazione dell’aria. In test condotti in ambienti controllati, è stato osservato che può assorbire fino a 19 microgrammi di acetone ogni ora, oltre a contribuire a ridurre la presenza di altri composti organici volatili che, in casa, possono arrivare da vernici, detergenti, colle, tessuti e materiali sintetici.

La cosa affascinante è che non lo “vedi” lavorare. Non fa rumore, non lampeggia, non consuma energia. Eppure, foglia dopo foglia, crea una specie di filtro naturale.

Come “mangia” i veleni: il trucco è nelle foglie e nel terreno

Il meccanismo è più semplice di quanto sembri, e proprio per questo è credibile. La pianta:

  • assorbe alcune sostanze dall’aria attraverso stomi e superficie fogliare,
  • le trasporta nei tessuti,
  • e una parte viene anche intercettata dal microbioma del terriccio, dove microorganismi e radici contribuiscono a trasformare e immobilizzare vari composti.

In pratica, non è solo la pianta, è anche l’ecosistema del vaso. Ecco perché un terriccio vivo e ben mantenuto aiuta più di quanto si pensi.

Dove metterla per ottenere il massimo

Se vuoi che lo Spathiphyllum lavori “sul serio”, la posizione conta quasi quanto la specie.

Ecco le collocazioni più sensate:

  1. Soggiorno: spesso è la stanza più vissuta, con più fonti di odori e aerosol (candele, cucina vicina, prodotti per superfici).
  2. Studio: utile se stampi spesso o usi colle, pennarelli, solventi leggeri, anche solo per hobby.
  3. Ingresso: ottimo punto di passaggio, dove l’aria si mescola e dove arrivano contaminanti dall’esterno.

Meglio evitare sole diretto intenso, perché lo stress riduce la vitalità delle foglie, e quindi anche la sua “efficienza naturale”.

Le altre piante che purificano (e quando funzionano davvero)

Lo Spathiphyllum è una star, ma non è l’unica. Se l’idea è creare una piccola “squadra verde”, queste specie hanno punti di forza interessanti:

  • Sansevieria: aiuta ad assorbire polveri sottili e sostanze che spesso si associano a mal di testa, tosse e affaticamento. In più, è una delle poche che rilascia ossigeno anche di notte, quindi è perfetta in camera da letto.
  • Aloe vera: contribuisce a ridurre xilene, formaldeide e benzene, e come la Sansevieria ossigena anche durante la notte.
  • Filodendro: noto per la capacità di ridurre rapidamente la formaldeide e di aiutare anche contro il benzene.
  • Dracena: utile in ambienti domestici perché assorbe anidride carbonica e può contribuire a ridurre composti come il tricloroetilene.
  • Ficus benjamin: spesso apprezzato per l’azione su formaldeide, benzene e residui legati al fumo.
  • Falangio: valido contro benzene, formaldeide, xilene e ossido di carbonio.
  • Edera: foglie “spugna” contro smog e sostanze irritanti che possono peggiorare allergie.

Un dettaglio che cambia tutto: la maggior parte di queste piante purifica soprattutto di giorno, mentre Sansevieria e Aloe vera continuano a essere utili anche di notte.

Piccole abitudini che potenziano l’effetto “aria pulita”

Una pianta sana purifica di più. Per ottenere risultati concreti:

  • tieni le foglie pulite (la polvere è un tappo),
  • evita ristagni d’acqua, che indeboliscono radici e terriccio,
  • non esagerare con profumatori e spray, perché aggiungono nuovi composti all’aria,
  • arieggia comunque ogni giorno, anche solo 5 minuti.

Quindi, purifica meglio di ogni apparecchio?

Se per “meglio” intendi “senza consumi, senza rumore, con un effetto costante e naturale”, lo Spathiphyllum può davvero sorprendere. Non sostituisce la ventilazione o un purificatore in situazioni critiche, ma nella vita quotidiana è uno di quei miglioramenti silenziosi che noti col tempo: aria più leggera, ambiente più vivo, e la sensazione, quasi intima, di respirare in una casa che si prende cura di te.

Redazione Libra News

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