C’è un momento, tra la fine dell’inverno e i primi giorni tiepidi, in cui i gerani sembrano “addormentati” e un po’ tristi. È proprio lì che i vivaisti fanno la differenza: non con magie, ma con un gesto deciso, quasi controintuitivo, che trasforma steli legnosi e foglie stanche in una cascata di boccioli già in primavera.
Il vero segreto: tagliare tanto, al momento giusto
Il trucco, quello che spesso si tramanda sottovoce tra chi coltiva per mestiere, è la potatura drastica a fine inverno o inizio primavera, quando la pianta si prepara al risveglio vegetativo. Sembra un “peccato” accorciare rami che hanno resistito al freddo, eppure è proprio così che si concentra l’energia sulla ramificazione nuova e sulla fioritura.
Non si tratta di spuntare appena, ma di dare un reset controllato: togli ciò che non serve, e costringi la pianta a ripartire più compatta.
Come fare la potatura senza paura
Immagina il geranio come un piccolo cespuglio che deve tornare giovane. Ecco una sequenza semplice e molto efficace.
Scegli il momento
Aspetta che siano passate le gelate più dure. Se vivi in zona fredda, meglio qualche giorno dopo, ma non rimandare troppo: l’obiettivo è anticipare la ripresa.Prepara gli attrezzi
Forbici pulite e affilate. Un taglio netto guarisce meglio, uno strappo indebolisce.Elimina il “vecchio”
Taglia rami secchi, danneggiati o deboli, scendendo vicino ai nodi (i piccoli rigonfiamenti da cui partono foglie e nuovi getti). Se un ramo è lungo e legnoso, accorcialo senza esitazione.Dai una forma compatta
Lascia alcuni rami principali ben distribuiti e accorciali per stimolare nuovi germogli laterali. Il risultato ideale è una pianta più bassa, più piena, meno “filata”.Ripulisci la base
Rimuovi foglie gialle e residui secchi. Meno materiale morto significa meno problemi e più energia ai nuovi getti.
Dopo il taglio: fiori appassiti, concime e acqua (in equilibrio)
Una volta fatto il grosso, entra in gioco la costanza. È qui che molti mollano, e il geranio “si allunga” o fiorisce a intermittenza.
Rimozione regolare dei fiori appassiti
Durante la crescita (da aprile a settembre), elimina regolarmente fiori appassiti e foglie rovinate. Fallo una volta al mese come minimo, meglio ancora ogni volta che li noti. Puoi spezzare con le dita o fare un taglio netto appena sopra un nodo: la pianta capisce che deve produrre nuove infiorescenze.
Concimazione mirata (senza esagerare)
Dopo la potatura, i gerani chiedono carburante, ma quello giusto.
- Usa un concime per piante fiorite, liquido ogni 10-15 giorni in primavera ed estate, sempre diluito.
- In alternativa, un granulare a lenta cessione nel terriccio funziona bene per chi ha poco tempo.
- Attenzione all’azoto: troppo significa tante foglie e pochi fiori.
Annaffiature controllate, niente ristagni
Il geranio ama l’acqua, ma non l’acqua ferma.
- Annaffia quando i primi centimetri di terriccio sono asciutti.
- Preferisci mattino presto o sera, con acqua a temperatura ambiente.
- Evita i ristagni con vasi ben drenati. Se hai una fioriera con riserva d’acqua, controlla comunque che non rimanga piena per giorni.
Luce e posizione: la scena perfetta per la fioritura
Metti i gerani in luce abbondante. Se il sole è molto forte nelle ore centrali, meglio una posizione luminosa ma non rovente, così le foglie restano grandi e “operose”, e sostengono più boccioli.
Un dettaglio che spesso aiuta: a fine inverno, valuta un rinvaso o almeno un rinnovo del terriccio superficiale. Eliminare parti rovinate e aggiungere substrato fresco dà una spinta immediata.
Mini calendario pratico (da salvare)
| Periodo | Cosa fare | Obiettivo |
|---|---|---|
| Fine inverno | Potatura drastica e pulizia | Ripartenza compatta |
| Primavera | Concimazione regolare | Boccioli precoci |
| Primavera-estate | Rimozione fiori appassiti | Fioriture continue |
| Tutta la stagione | Annaffiature controllate | Pianta sana e stabile |
Alla fine, il “segreto” non è un prodotto miracoloso: è una routine precisa. Tagli decisi al momento giusto, pulizia costante, nutrimento mirato e acqua con giudizio. E quando a primavera vedi i primi grappoli esplodere, capisci perché i vivaisti non hanno paura delle forbici.




