C’è un errore che vedo fare spesso proprio adesso, quando il giardino sembra “fermo” e viene voglia di sistemare tutto con un colpo di forbici. Con l’oleandro, però, la fretta si paga cara, soprattutto se l’obiettivo è avere quella fioritura piena e teatrale che ci fa innamorare ogni estate.
Perché a fine gennaio è una cattiva idea
L’oleandro non ragiona come molte altre piante che fioriscono sui getti nuovi. Lui, di solito, porta i fiori sui rami dell’anno precedente. Tradotto in pratica: in questo periodo, anche se la pianta sembra “spoglia” o disordinata, sta già custodendo una parte del lavoro che vedrai tra qualche mese.
Se intervieni con una potatura a fine gennaio, rischi di:
- eliminare germogli fioriferi già impostati, con una riduzione evidente dei fiori estivi
- tagliare proprio i rami migliori, perché in primavera precoce è difficile distinguere a colpo d’occhio quelli produttivi da quelli che hanno davvero bisogno di essere rimossi
- stimolare una ripresa vegetativa in un momento delicato, esponendo i nuovi getti a possibili gelate (anche brevi, anche notturne)
E c’è un dettaglio che spesso inganna: quando le giornate si allungano, l’oleandro dà segnali di movimento. Ma quel “movimento” non significa che sia il momento giusto per accorciarlo, significa solo che sta per partire la stagione, e tagliare ora può sottrarre energia alla futura fioritura.
Quando potare davvero, i periodi che funzionano
Ho notato che, rispettando i tempi, l’oleandro risponde con più ordine e più fiori, senza drammi. I momenti migliori sono due, con una piccola eccezione legata al clima.
1) Subito dopo la fioritura (fine estate o inizio autunno)
Questo è il periodo più “sicuro” se vuoi mantenere forma e abbondanza di fiori. In genere tra luglio e agosto, oppure a inizio autunno, puoi:
- eliminare i rami sfioriti accorciandoli circa di un terzo
- togliere rami deboli o che si incrociano, per dare aria e luce
- guidare la pianta a produrre nuovi getti che matureranno per la stagione successiva
È una potatura che sembra piccola, ma è quella che spesso fa la differenza tra un oleandro “verde” e un oleandro davvero pieno di fiori.
2) Fine inverno o inizio primavera (solo se serve e con clima mite)
Se devi fare un intervento più deciso (per esempio per ringiovanire una pianta molto legnosa), il momento più adatto è tra febbraio e marzo, arrivando anche ad aprile nelle zone più fredde. Qui la regola è semplice: farlo prima della gemmazione vera, e solo quando il rischio di gelo importante è passato.
In questo caso è facile esagerare, quindi meglio avere un obiettivo chiaro: contenimento, ringiovanimento, eliminazione di parti danneggiate.
Come capire cosa tagliare, senza rovinare i fiori
Quando mi avvicino a un oleandro con le forbici, mi do sempre tre priorità, in quest’ordine:
- Rami secchi o malati: via senza esitazioni, taglio pulito fino al legno sano.
- Rami troppo vecchi o interni: se la pianta è fitta dentro, la luce non entra e i fiori calano.
- Rami fioriferi da accorciare: se stai potando dopo la fioritura, puoi ridurre quelli che hanno appena fiorito (spesso anche della metà, a seconda della vigoria), e accorciare i laterali lasciando circa 10 cm dalla base quando serve dare struttura.
Un trucco semplice: se non sei sicuro, fai una potatura più leggera. L’oleandro perdona il “poco”, ma non sempre perdona il “troppo”.
Attrezzi, igiene e piccoli accorgimenti che cambiano tutto
Sembra un dettaglio, ma non lo è. Usa cesoie ben affilate e, soprattutto, attrezzi disinfettati. Un taglio sfrangiato o sporco è una porta aperta a problemi.
Dopo la potatura, aiuta la pianta a ripartire bene con condizioni chiare:
- sole pieno per stimolare la fioritura
- terreno drenato, l’oleandro ama bere ma odia i ristagni
- annaffiature regolari in stagione calda
- concimazioni mirate per fioriture (senza esagerare con l’azoto, che fa tante foglie e meno fiori)
La conclusione che vale una stagione di fiori
Se sei a fine gennaio e stai pensando di potare, fermati un attimo. In questo momento il rischio è tagliare proprio ciò che ti regalerà i fiori. Aspetta il periodo giusto, dopo la fioritura estiva per la manutenzione, oppure a fine inverno solo se il clima lo consente e serve davvero. L’oleandro, quando lo rispetti, ti ripaga con una fioritura che sembra quasi impossibile da ottenere “a forza”.




