Ci sono due momenti in cui un bonsai “parla” forte: quando lo guardi e sembra perfetto, e quando, all’improvviso, perde foglie e ti fa venire il dubbio di aver sbagliato tutto. La buona notizia è che quasi sempre non serve magia, serve metodo. E soprattutto serve capire una cosa semplice: un bonsai non è una piantina fragile, è un albero con esigenze precise, solo in un vaso molto piccolo.
Il primo segreto: capire se è da interno o da esterno
Qui si decide metà della sopravvivenza. Molti bonsai muoiono perché vengono trattati “a sentimento”, invece ogni specie ha un suo ritmo.
- Bonsai da interno: in genere specie tropicali (come Ficus). Vogliono luce intensa, temperatura stabile e niente sbalzi.
- Bonsai da esterno: olmi, aceri, pini e molti altri. Hanno bisogno di stagioni vere, quindi sole, aria, freddo invernale (con protezione).
Se hai dubbi, osserva: un bonsai da esterno tenuto in casa spesso “si allunga” verso la finestra e perde vigore, uno da interno lasciato fuori in inverno può soffrire il gelo.
Posizionamento: luce sì, ma con intelligenza
Immagina la luce come il carburante. Senza, l’albero consuma le riserve e si spegne.
Per interno:
- mettilo vicino a una finestra luminosa,
- evita il sole diretto nelle ore più calde,
- tienilo lontano da termosifoni e correnti d’aria fredda,
- se l’aria è secca, aumenta l’umidità (anche con un sottovaso con argilla espansa e acqua, senza che il vaso tocchi l’acqua).
Per esterno:
- sole diretto, soprattutto al mattino,
- attenzione al vaso: se si surriscalda, le radici “cuociono”. Nelle giornate torride, ombreggia il vaso o proteggilo con una ciotola più grande.
Annaffiatura: umido, non fradicio
Qui si gioca la partita più delicata. La regola pratica è semplice: annaffia quando la superficie del terriccio è asciutta, non “a calendario”.
Come controllare
- Infila un dito nel terriccio per 1 cm.
- Se senti asciutto, annaffia.
- Se è ancora fresco e umido, aspetta.
Come annaffiare bene
- usa acqua a temperatura ambiente,
- annaffia finché l’acqua esce dai fori di drenaggio,
- elimina sempre l’acqua nel sottovaso: il ristagno è la strada più veloce verso il marciume radicale.
In estate potresti annaffiare spesso, anche ogni giorno per alcune specie, in inverno molto meno. L’obiettivo resta identico: costanza, non eccesso.
Concimazione: in vaso piccolo, il cibo finisce presto
Un bonsai vive in poco substrato, quindi i nutrienti si esauriscono rapidamente.
- Interno: concima in primavera e estate circa 1 volta al mese con un prodotto equilibrato, sospendi o riduci molto in inverno.
- Esterno: durante la crescita (primavera fino a inizio autunno) anche ogni 2 settimane, poi si rallenta.
Un dettaglio che salva: mai concimare una pianta stressata (appena rinvasata, disidratata, o con problemi evidenti). Prima si stabilizza, poi si nutre.
Potatura e filatura: forma, ma anche salute
La potatura non è solo estetica, è igiene e controllo dell’energia.
Cosa fare regolarmente:
- rimuovi rami secchi o malati,
- sfoltisci l’interno della chioma per far entrare luce e aria,
- taglia i germogli troppo lunghi per stimolare ramificazione.
Usa forbici pulite e affilate. Se vuoi provare la filatura, fallo con calma e controlla spesso: il filo può segnare la corteccia più in fretta di quanto immagini.
Rinvaso: il “reset” che previene il soffocamento
Ogni 2 o 3 anni (spesso in primavera) il bonsai va rinvasato per rinnovare il terreno e ossigenare le radici.
Passi essenziali:
- Prepara un substrato drenante specifico per bonsai.
- Estrai la pianta con delicatezza.
- Pettina e accorcia le radici, eliminando quelle nere o molli.
- Riposiziona nel vaso, aggiungi terreno e compatta leggermente.
- Annaffia bene e tieni in ombra luminosa per alcuni giorni.
Dopo il rinvaso, niente concime per un po’: prima deve riprendersi.
Protezione stagionale e segnali d’allarme
In inverno, i bonsai da esterno spesso non vanno portati in casa, vanno protetti dal gelo (serra fredda, angolo riparato, pacciamatura del vaso). Quelli da interno, invece, meglio in una stanza luminosa e non troppo calda.
Segnali da non ignorare:
- foglie gialle e terreno sempre bagnato: possibile eccesso d’acqua,
- foglie secche e terriccio che si stacca dal vaso: sete,
- crescita ferma e foglie pallide: possibile carenza nutrizionale o poca luce.
Se ti ricordi solo tre cose, ricordati queste: luce adeguata, annaffiatura controllata, terreno drenante. È sorprendente quante “morti improvvise” si trasformino, così, in una ripartenza lenta ma sicura.




