C’è un momento, guardando certi volti in TV, in cui ti chiedi: “Ma dove l’ho già vista?”. Con Giulia Vecchio succede spesso, perché ha quella qualità rara di cambiare pelle senza perdere autenticità, passando dal teatro più rigoroso alla comedy più pop, fino a far diventare un’imitazione un piccolo evento settimanale.
Dalla Puglia al palcoscenico, con una deviazione inattesa
Giulia Vecchio nasce il 18 marzo 1992 a Mesagne, nel brindisino, e cresce a Brindisi, con una formazione classica che, a sentirla raccontare in interviste e apparizioni, sembra averle lasciato in dote disciplina e gusto per le parole.
Poi arriva una parentesi che sorprende sempre chi la conosce solo oggi: a diciotto anni partecipa a Miss Italia, vince Miss Puglia e approda alle finali nazionali. È uno di quei capitoli che, invece di incasellarti, ti chiarisce cosa vuoi davvero. E infatti, poco dopo, la strada cambia direzione: addio passerelle, spazio alla recitazione.
La scelta decisiva è Milano, con il traguardo importante del diploma al Piccolo Teatro di Milano (2014). Un luogo che, per chi sogna di fare l’attrice, assomiglia un po’ a una palestra mentale, ti allena al ritmo, alla precisione, alla verità in scena.
Il teatro come “palestra invisibile”
Prima che la TV la renda riconoscibile, c’è un lavoro intenso sul palco. E non è un dettaglio, perché si sente, anche quando fa ridere: il controllo dei tempi, la postura, l’uso della voce, quella capacità di reggere una scena senza appoggiarsi all’effetto facile.
Tra gli spettacoli a cui partecipa si citano titoli come:
- Le avventure della villeggiatura
- Il misantropo
- Giulio Cesare
- L’incorruttibile
Questa base teatrale diventa il suo “motore nascosto”, quello che le permette di passare dalla fiction al varietà con una naturalezza che, da casa, sembra semplice, ma semplice non è.
La TV, il volto familiare e le fiction Rai
Il debutto televisivo che la fa conoscere davvero arriva nel 2015: interpreta Anna Imbriani nelle prime due stagioni de Il paradiso delle signore. Per molti è il primo incontro con lei, un ruolo che le dà visibilità e le apre una traiettoria costante nelle fiction Rai.
Negli anni successivi compaiono partecipazioni e ruoli in diverse produzioni, tra cui:
- Don Matteo (2016)
- Tutto può succedere (2016-2017)
- Trust, Il rapimento di Getty (2018)
- Imma Tataranni, Sostituto procuratore (2019-2021)
Anche al cinema arriva presto, con una partecipazione in Federico II di Michele Placido (2013), una presenza che completa l’immagine di un percorso già piuttosto poliedrico.
La svolta 2025: la comedy e l’effetto GialappaShow
Il 2025 è l’anno in cui il pubblico la riscopre, o la scopre da zero, in una forma nuova: entra nel cast di GialappaShow su TV8 e porta in scena imitazioni che diventano rapidamente “cult”, quelle che il giorno dopo finiscono nelle conversazioni e nelle clip condivise.
Qui entra in gioco la satira, quella zona sottile in cui un gesto, una pausa, una cadenza diventano racconto. Le sue interpretazioni più riconoscibili sono quelle di Milly Carlucci e della giornalista Monica Setta. Nel caso di Setta, la parodia ha innescato anche un confronto legale, senza però fermare il programma, segno di quanto il tema del confine tra imitazione e percezione pubblica resti delicato. Di segno opposto, invece, la reazione attribuita a Carlucci, che avrebbe apprezzato al punto da invitarla a un’edizione primaverile di Ballando con le Stelle.
Una carriera “a incastro”, tra radio e conduzione
Come spesso succede agli artisti che sanno cambiare registro, le opportunità arrivano in più direzioni. Dal 2024 partecipa a Radio 2 Social Club, e nel 2025 viene chiamata alla conduzione di Hot Ones Italia, in sostituzione di Alessandro Cattelan.
Se c’è un filo che tiene insieme tutto, è questo: la capacità di restare attrice anche quando fa ridere, e di essere imitatrice senza diventare una caricatura. È il tipo di percorso che, visto da vicino, non sembra un colpo di fortuna, ma una somma di scelte coerenti, allenamento e tempismo. E in TV, oggi, è una combinazione che si nota subito.




